Nella foto il partigiano biellese Ferruccio Nazionale, impiccato il 29 luglio 1944 dalla Decima MAS.

Il corpo, che aveva subito pesanti torture, fu lasciato in piazza perché tutti i cittadini potessero vederlo.

LE ATROCITA' DELLA DECIMA MAS, 

OVVERO NON C'E' NIENTE DA RIDERE

In queste settimane abbiamo assistito, durante la campagna elettorale, ad alcuni siparietti in cui Vannacci, Salvini ed altri candidati della destra si sono messi a chiacchierare ed a fare battute sulla X, per esteso la Divisione Decima MAS.

A rendere la cosa ancora più grottesca e grave la "sponda" fornita da certi giornali a queste esternazioni su cui niente c'è da ridere, anzi denotano l'ignoranza della Storia Italiana. Ricordiamo in breve le atrocità commesse da questa formazione.

La Divisione Decima MAS era una formazione della Marina Italiana che, dopo l'8 settembre 1943, operò con i nazisti confluendo nella Repubblica di Salò. Dal maggio 1944 perse ogni carattere marinaio, diventando una forza che i tedeschi usarono come supporto alla guerra antipartigiana.

Esiste un atlante delle stragi nazifasciste che calcola che almeno 300 italiani, siano morti in operazioni in cui sono coinvolti reparti della Decima. Fra questi Emilio Da Ponte, nato a Senago (Milano) il 7 aprile 1899, squartato dai repubblichini della Decima a Palmanova (Udine) nell'ottobre del 1944.

Il comandante della Decima MAS Junio Valerio Borghese, dopo la fine della guerra, fu Presidente onorario del Movimento sociale italiano, oltre che autore, con il suo Fronte nazionale, di un fallito colpo di Stato nel 1970, in cui furono coinvolte organizzazioni neofasciste, servizi segreti italiani, alti ufficiali dell'esercito

Le atrocità commesse dalla Divisione Decima MAS rimangono per i democratici ed i cittadini italiani che si riconoscono nella Costituzione, una delle pagine più buie della Storia Italiana di quel periodo.

Scandicci 12-6-2024

Solidarietà a Luca Milani, Presidente del Consiglio Comunale di Firenze

La Sezione ANPI "Sergio Fallani" di Scandicci desidera esprimere grande solidarietà ed il massimo appoggio al Presidente del Consiglio Comunale di Firenze Luca Milani, oggetto della richiesta di dimissioni da parte di alcuni consiglieri comunali che lo accusano di aver promosso e organizzato lo scorso Sabato 24 Febbraio in Palazzo Vecchio la conferenza "Pace e giustizia in Medio Oriente – Focus Palestina" nell'ambito del ciclo di 4 incontri "Se vuoi la pace prepara la pace". La conferenza è stata il risultato della collaborazione di più di ottanta associazioni, inclusa ANPI, ed ha visto la partecipazione e contributi di personalità di alto profilo internazionale appartenenti anche al mondo palestinese e israeliano "non allineato". Tutti i relatori sono stati concordi sulla indifferibile necessità di giungere alla soluzione di un conflitto in atto da 75 anni che preveda uguali e pari diritti tra israeliani e palestinesi. Altro che antisemitismo! La realizzazione di eventi di questo genere e livello ci fa dire: allora è ancora possibile parlare di pace!! È ancora possibile anche nella nostra città ascoltare voci appartenenti a realtà profondamente diverse che non seminano odio ma si ascoltano reciprocamente e dialogano. È vergognoso additare come "antisemita" chi agisce come Costruttore di PACE, chi si fa mediatore e portatore di parole, idee e proposte di pace in un mondo nel quale la guerra sembra essere diventato, con buona pace dell'Art.11 della nostra Costituzione, l'unico mezzo di "risoluzione delle controversie internazionali". 

SI VERGOGNI CHI NE HA CHIESTO LE DIMISSIONI!!!!!! 

Scandicci, 04/03/2024 l'Ufficio di Presidenza della Sezione ANPI Scandicci

GUERRA ALLA GUERRA!

Questo l'accorato appello che Ernst Friedrich, antimilitarista tedesco, lanciava all'umanità 100 anni fa, dopo aver documentato nel libro "Guerra alla guerra!" i terribili effetti della Prima Guerra mondiale: milioni di morti, di mutilati, distruzioni di città, odio fra i popoli. La sua accusa non era solo sugli effetti devastanti dei conflitti, ma soprattutto sulle loro cause: gli interessi dei potenti dei vari Paesi (al sicuro nelle loro ville e castelli) che per il profitto si spartivano il mondo, usando le masse di poveri come carne da macello.
Nel 2024, dopo un secolo, ci troviamo con oltre 50 conflitti in corso nel mondo.
Il Diritto dei Popoli ad uno sviluppo pacifico viene calpestato: le logiche di dominio, la folle corsa agli armamenti sottraggono risorse che dovrebbero invece essere destinate a sanità, scuola, casa, servizi essenziali, a contrastare le cause del cambiamento climatico. Solo una svolta nei rapporti internazionali, imposta dal basso, dai popoli ai propri governi, ci può dare una speranza.
Noi siamo per un mondo nuovo in cui venga bandita la parola "guerra" dall'orizzonte della storia. L'art.11 della Costituzione ce lo ricorda. L'unica strada percorribile è basata sull'immediato cessate il fuoco e sulla via
diplomatica nelle zone di guerra: in Palestina, in Ucraina, nello Yemen, in Siria per trovare una soluzione e sancire accordi duraturi. Su questo dobbiamo tornare a far sentire, nelle piazze, la nostra voce di cittadine e cittadini del mondo.
DIAMO UNA POSSIBILITA' ALLA PACE

I valori al contrario.....della Martinella

Dopo tante voci che circolavano in queste settimane, ora è sicuro: il libro omofobo, razzista e contro i valori della Costituzione di Roberto Vannacci, verrà presentato il 18 dicembre a Scandicci al teatro Aurora dall'associazione "La Martinella".Che dire, la Scandicci democratica, antifascista e antirazzista si indigna e farà sentire la sua voce di protesta. Prende atto di una pericolosa deriva culturale in corso anche nella nostra città, dove vi sono estimatori di quelle idee opposte alla Costituzione: quell'odio espresso sui social, dai gruppi neofascisti, dalle forze ora al Governo contro il diverso/a, che sia omosessuale o che abbia la pelle di un altro colore. Il bagaglio classico della destra che cerca consensi, additando il capro espiatorio su cui scagliare il malcontento della gente. Nei confronti dello "scrittore", basti ricordare quello che prevede il testo del giuramento per i militari, che recita: " Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi …" Il testo scritto da Vannacci, come evidenziato da stampa e tv, va contro i valori della Costituzione repubblicana e macchia le Istituzioni che lui dovrebbe rappresentare. Rammentiamo alla "Martinella" e a Vannacci l'art.3 della Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".E ricordiamo infine ai dirigenti della "Martinella " che la campana alla quale si richiamano ha suonato, seguita dalle campane di tutte le chiese, alle 6,45 dell'11 agosto 1944, chiamando i fiorentini all'insurrezione contro i nazi-fascisti: non profanate il suo nome.Nei prossimi giorni maggiori dettagli

Comunicato di Sezione 05.12.2023

Con riferimento all'articolo apparso sulle pagine su Scandicci de La Nazione del 3 dicembre dal titolo "Istria, il libro contestato. Gelo dell'ANPI sugli esuli" la Presidenza della Sezione ANPI "Sergio Fallani" di Scandicci chiede cortesemente che venga dato adeguato spazio alle seguenti precisazioni:Il termine "complessità" che viene citato nell'articolo (estratto da un ns. comunicato), non è un eufemismo usato per sminuire la gravità dei fatti, bensì il termine che viene citato all'art. 1 comma 1 della legge 30 marzo 2004, n. 92 che ha istituito il "Giorno del ricordo". Norma che invita i cittadini a conservare la memoria della tragedia delle foibe, nel contesto anche "…..della più complessa vicenda del confine orientale" (come cita appunto la legge). Vicenda che, ricordiamo, ebbe il suo avvio il 6 aprile del 1941 quando le truppe tedesche di Hitler, seguite a ruota da quelle italiane di Mussolini e ungheresi, invasero la Jugoslavia con tutte le atrocità e stragi nei confronti delle popolazioni civili dei vari popoli presenti in quel territorio, stragi alle quali presero peraltro attivamente parte, proprio a conferma della complessità della situazione, gruppi di filo-nazisti locali, in particolare ustascia e cetnici che fra l'altro combatterono a fianco degli italiani contro i partigiani titini nella battaglia della Neretva1) Nell'articolo si parla di "anatemi", attribuibili, leggendo l'articolo, alle posizioni espresse dalla ns. Sezione, che non sono mai stati espressi e non sono nella ns. storia e nelle nostre tradizioni democratiche di azione, anzi: ricordiamo che all'inaugurazione, avvenuta l'anno scorso, dell'area gioco di via Volpini a Scandicci in memoria degli "Esuli istriani, fiumani e dalmati" era presente anche il ns. Presidente con la ns. bandiera e che alla stessa presentazione del libro alla saletta CNA hanno assistito con attenzione e rispetto la nostra Vice-Presidente e alcuni consiglieri senza assolutamente aver detto o fatto nulla per disturbare o criticare l'evento.2) La parola "provocazione" utilizzata dalla Presidente ANVGD nella sua dichiarazione, virgolettata nell'articolo, nei confronti della nostra Associazione viene a nostro avviso adoperata per cercare di stigmatizzare le posizioni diverse dalle sue, in termini di analisi storica di quei tragici avvenimenti. Ma questa è la realtà, che va evidenziata: la nostra Associazione, riconosciuta come Ente morale dal 1945, ha alle spalle l'enorme lavoro di storici, italiani e stranieri, degli Istituti Storici della Resistenza in Italia. I loro studi parlano sì delle foibe, di quelle uccisioni e degli esuli italiani, inquadrando tuttavia quei tragici fatti nel contesto di una guerra di occupazione che le truppe nazi-fasciste avevano scatenato dal 1941.3) In ultimo non ci sembra francamente accettabile, paragonare la contestazione allo spettacolo di Cristicchi all'Aurora nel 2014 (cui eravamo estranei), con il confronto, comunque democratico e civile, che vi è stato in questi giorni a Scandicci. Ringraziando per l'attenzione e confidando nell'accoglimento della ns. richiesta, porgiamo distinti saluti L'Ufficio di Presidenza della Sezione ANPI Scandicci

Comunicato di Sezione 30.11.2023

La Sezione ANPI Scandicci Sergio Fallani dopo aver riportato le proprie posizioni al Comitato della Memoria del Comune di Scandicci, di cui è membro ha ritenuto giusto e doveroso verso i propri iscritti far presente quanto segue nel Comunicato di Sezione del 30/11/2023.
In occasione della prossima presentazione del libro "In tempo di pace" nella nostra città e più in generale in vista della celebrazione del "Giorno del ricordo" istituito con legge n.92/2004, la Sezione ANPI "Sergio Fallani" di Scandicci desidera fare proprio e ribadire, partendo dalla considerazione della complessità della vicenda del confine orientale (come espresso nella stessa legge sopra citata), quanto contenuto nel Documento congiunto delle Associazioni partigiane di Croazia, Italia e Slovenia "Foibe ed esodo" del 10 Febbraio 2023:"...Le foibe furono causate in molti casi da dinamiche politiche violente e repressive legate alla resistenza in atto in Jugoslavia. Furono uccisi molti responsabili di crimini, ma anche persone innocenti e persino alcuni collaboratori del movimento di liberazione. In altri casi le foibe furono causate da una cieca volontà di vendetta ed in altri ancora da veri e propri delinquenti. Condanniamo le esecuzioni sommarie e rispettiamo il dramma dell'esodo che ha colpito tanti italiani che vivevano in Istria e in Dalmazia; prendiamo anche atto che la ricerca storica dimostra che vi sono state e persistono pesanti esagerazioni e strumentalizzazioni tese non a stabilire la verità storica ma a costruire su questi drammi forme simboliche di identità politica e nazionale.Denunciamo il vergognoso silenzio sui crimini e le deportazioni che hanno commesso le forze di occupazione italiane, sulla snazionalizzazione dei croati e degli sloveni, sulla mancata punizione dei criminali di guerra italiani e sul sostegno italiano al regime criminale di Ante Pavelić in Croazia.Oltre che in Italia, del resto, anche in altri Paesi è presente la tendenza a isolare o enfatizzare singoli eventi e specifiche tragedie avvenute durante la Seconda guerra mondiale. Questo fenomeno è alla base dell'attività di forze che operano per sminuire il prestigio delle forze antifasciste.Nell'interpretazione e nella ricostruzione di quei drammatici eventi, occorre invece evitare ogni interpretazione della storia dal punto di vista di una sola nazione, facendo invece prevalere una visione sovranazionale, e perciò obbiettiva. Va contrastata in sostanza ogni rilettura della storia in chiave nazionalista.Le foibe e l'esodo rappresentano il passato in comune di tre popoli. In nome della comprensione delle gigantesche sofferenze della popolazione dell'Istria, del Litorale sloveno e di tutte le aree di Slovenia e Croazia occupate dagli italiani, nonché delle vittime uccise nelle foibe e degli esuli, è tempo di promuovere la cultura del rispetto, della tolleranza e dell'integrazione.I confini tra Croazia, Slovenia e Italia non devono essere intesi come barriere tra i popoli, ma come una porta intesa alla collaborazione reciproca." Nelle prossime settimane vi terremo aggiornati sui progetti e sulle iniziative che la nostra sezione ha intenzione di proporre in vista di questa delicata ricorrenza.#ANPI #MemoriaStoricaNei prossimi giorni vi informeremo anche le nostre iniziative riguardo la convention di ultradestra a Firenze e sulla presentazione del libro del generale Vannacci a Scandicci
ANPI Scandicci

"FOIBE ED ESODO": DOCUMENTO CONGIUNTO DELLE ASSOCIAZIONI PARTIGIANE DI CROAZIA, SLOVENIA

Gli sforzi che alcuni studiosi croati, italiani e sloveni stanno facendo da molti anni per ricostruire la verità storica sugli eventi avvenuti in merito alle tragedie delle Foibe e dell'Esodo, dopo la capitolazione dell'Italia fascista nel settembre 1943 e dopo la liberazione della Venezia Giulia nel maggio 1945, dovrebbero essere incentivati ulteriormente per rafforzare la via della collaborazione e della reciproca comprensione tra questi tre popoli e questi tre Stati.Dall'immediato dopoguerra, ma con più forza dagli anni 90, alcune forze politiche italiane hanno utilizzato le tragedie delle foibe e dell'esodo a fini politici, occultando i crimini del fascismo di confine e dell'occupazione militare della ex Jugoslavia da parte dell'Italia, nonostante il rapporto della commissione mista italo-slovena degli ultimi anni del 900 che proponeva una lettura condivisa di quei drammatici eventi e che fu però di fatto ignorato dalle autorità italiane.Specialmente dall'entrata in vigore nel 2004 della legge sul Giorno del Ricordo, inoltre, è stato promosso un discorso pubblico unilaterale teso a screditare la resistenza italiana e jugoslava.Le foibe furono causate in molti casi da dinamiche politiche violente e repressive legate alla resistenza in atto in Jugoslavia. Furono uccisi molti responsabili di crimini, ma anche persone innocenti e persino alcuni collaboratori del movimento di liberazione. In altri casi le foibe furono causate da una cieca volontà di vendetta ed in altri ancora da veri e propri delinquenti. Condanniamo le esecuzioni sommarie e rispettiamo il dramma dell'esodo che ha colpito tanti italiani che vivevano in Istria e in Dalmazia; prendiamo anche atto che la ricerca storica dimostra che vi sono state e persistono pesanti esagerazioni e strumentalizzazioni tese non a stabilire la verità storica ma a costruire su questi drammi forme simboliche di identità politica e nazionale.Denunciamo il vergognoso silenzio sui crimini e le deportazioni che hanno commesso le forze di occupazione italiane, sulla snazionalizzazione dei croati e degli sloveni, sulla mancata punizione dei criminali di guerra italiani e sul sostegno italiano al regime criminale di Ante Pavelić in Croazia.Oltre che in Italia, del resto, anche in altri Paesi è presente la tendenza a isolare o enfatizzare singoli eventi e specifiche tragedie avvenute durante la Seconda guerra mondiale. Questo fenomeno è alla base dell'attività di forze che operano per sminuire il prestigio delle forze antifasciste.Nell'interpretazione e nella ricostruzione di quei drammatici eventi, occorre invece evitare ogni interpretazione della storia dal punto di vista di una sola nazione, facendo invece prevalere una visione sovranazionale, e perciò obbiettiva. Va contrastata in sostanza ogni rilettura della storia in chiave nazionalista.Le foibe e l'esodo rappresentano il passato in comune di tre popoli. In nome della comprensione delle gigantesche sofferenze della popolazione dell'Istria, del Litorale sloveno e di tutte le aree di Slovenia e Croazia occupate dagli italiani, nonché delle vittime uccise nelle foibe e degli esuli, è tempo di promuovere la cultura del rispetto, della tolleranza e dell'integrazione.I confini tra Croazia, Slovenia e Italia non devono essere intesi come barriere tra i popoli, ma come una porta intesa alla collaborazione reciproca.Al fine di realizzare i fini elencati, proponiamo:• che le istituzioni statali e pubbliche si attengano rigorosamente alla verità storica del periodo della Seconda guerra mondiale e della lotta antifascista nei tre Paesi• che con ricerche fondate di storici professionisti siano precisati i motivi e le responsabilità che hanno portato alle foibe e all'esodo e a ciò che ha fatto seguito alla capitolazione dell'Italia e alla liberazione dell'Istria, della Dalmazia e di tutti i territori ex jugoslavi soggetti all'invasione italiana• che le foibe e l'esodo non vengano sfruttate per fini politici, né per propagandare ideologie mendaci e revisioniste• che si continui a perseguire la piena libertà della ricerca storica tale da suggerire alla comunità politica, mediatica e accademica una vera memoria del fascismo e del nazismo• che questa memoria rinnovata si opponga con forza al revisionismo storico e alla creazione di legami tra narrative storiche e potere politico• che sia ribadita dalle istituzioni dei tre Paesi una irreversibile scelta antifascista e antinazista.

Zagreb – Ljubljana – Roma

Franjo Habulin, Presidente SABA HR

Marijan Krizman, Presidente ZZB NOB 

Gianfranco Pagliarulo, Presidente ANPI

Incontri con le forze politiche di Scandicci


A tutte le iscritte e a tutti gli iscritti della Sezione S. Fallani

COMUNICATO dell'Ufficio di Presidenza

OGGETTO: Incontri con le forze politiche di Scandicci


Siamo a comunicarvi che durante l'ultima riunione dell'Ufficio di Presidenza è stato stabilito di accettare tutte le proposte già avanzate e non di incontro da parte dei partiti politici, dei comitati elettorali e delle eventuali liste, per portare in discussione i propositi e i progetti ANPI per la prossima legislatura, incluso il ripudio della guerra, purtroppo tornato così attuale. L'ANPI non è un'associazione apolitica, e pertanto è giusto e doveroso partecipare ai momenti di costruzione comune con le forze politiche che si riconoscono nei valori e nello Statuto dell'ANPI. Il primo di questi incontri avverrà nei prossimi giorni con una delegazione del Partito Democratico, a cui sottolineeremo la centralità dei temi antifascisti e costituzionali, che ANPI promuove da sempre grazie a numerose iniziative culturali e di memoria locale, come quelle sui temi delle rotte migratorie, grazie anche al sostegno delle istituzioni comunali preposte; ribadiremo anche la difficoltà a portare avanti i progetti a livello didattico nelle scuole, i quali vengono messi in discussione nelle ultime settimane dal Ministero dell'Istruzione.


Confidiamo nella Vostra comprensione e sensibilità,
Distinti saluti,


Scandicci, 31/10/2023
Distinti saluti,

l'Ufficio di Presidenza della Sezione ANPI Scandicci
Scandicci, 31/10/2023

Viva Sandro Pertini

Il comune di lucca ( si con elle minuscola) nega l'intitolazione di una strada cittadina all'ex Presidente della Repubblica Pertini perché "non si intitolano strade ai partigiani" ! Si avete lette bene. Sandro Pertini, uno dei più importanti capi della resistenza, militante Antifascista che ha provato a proprie spese il peso del regime fascista, non può avere una strada a lucca, come sottolinea ridendo l'assessore lucchese e fascista di CasaPound Fabio Barsanti.Indecoroso e meschino il silenzio del primo cittadino di lucca, che ama definirsi civico e moderato. Non ha commentato questa triste pagina della storia toscana.Una via ad Almirante, prefetto della Repubblica di Salò, a Grosseto si, una via a Pertini, Presidente della Repubblica, a lucca no.Così va il mondo e povera Toscana nostra.
Segue comunicato ANPI nazionale
"Dopo via Giorgio Almirante a Grosseto, la maggioranza del Consiglio comunale di Lucca - in un vergognoso spettacolo di schiamazzi e "A noi!" - ha bocciato l'intitolazione di una strada a Sandro Pertini, comandante Partigiano e Presidente della Repubblica. Un'intollerabile offesa all'immagine della massima carica dello Stato, oltre che alla Resistenza. Siamo a una deriva anticostituzionale e fascistoide che va immediatamente fermata con l'unità e l'azione di tutte le forze democratiche".



GOVERNO MELONI, OVVERO LA COSTITUZIONE ALLA ROVESCIA 

In questi anni abbiamo criticato in varie occasioni le scelte dei Governi quando non erano in linea con il dettato costituzionale. Ma in questi mesi di attività del Governo Meloni, tanti sono i provvedimenti che appaiono in aperto contrasto con la Costituzione.

Partiamo dal tema dei cittadini stranieri che scappano da guerre (causate da noi, Occidente), dalla miseria e da Paesi che non rispettano i diritti umani. L'art. 13 afferma che "La libertà personale è inviolabile……" e che "È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà". La decisione del Governo Meloni di portare a ben 18 mesi il trattenimento dei migranti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) pone seri dubbi di costituzionalità. Ricordiamo infatti che le persone sono detenute nei Cpr senza aver commesso alcun reato. Inoltre numerosi rapporti sui Cpr, hanno evidenziato gravissime criticità strutturali e violazioni dei diritti fondamentali dei migranti detenuti.

E che dire dell'art. 41 che prevede che l'iniziativa economica "non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o …..da recare danno alla sicurezza, alla libertà alla dignità umana" che ricorda a tutti, politici ed imprenditori, che non si può morire di lavoro come avviene ogni giorno in Italia. Occorre investire in sicurezza ed in formazione, mentre dal Governo si parla addirittura di tagli in questi settori fondamentali. BASTA morti sul LAVORO.

Se l'art.11 della Costituzione afferma che il nostro Paese "ripudia la guerra", sarebbe necessaria una politica attiva che operasse per trovare una soluzione diplomatica alla guerra in corso fra Russia e Ucraina, partendo da un immediato cessate il fuoco, per arrestare questa strage che ha già mietuto centinaia di migliaia di morti e feriti. Invece nel Governo Meloni i filoputiniani di prima (vi ricordate Salvini con la maglietta raffigurante il leader russo?), sono ora piegati ai voleri della NATO e non riescono ad avere una politica autonoma, di respiro europeo.

La Costituzione, come sempre, ci indica la strada da percorrere. Per questo saremo in piazza a Roma il 7 ottobre con il popolo della PACE, della Giustizia sociale e della Legalità perché è di questo che ha bisogno il nostro Paese. Non delle campagne di odio verso immigrati e poveri. Nella Costituzione è disegnato il modello di società e di Stato che non è mai stato pienamente realizzato e da cui ci si sta allontanando, a grandi passi, in questi mesi a causa delle sciagurate scelte del Governo.


            COMITATO ANTIFASCISTA SCANDICCI                                      SEZIONE ANPI "SERGIO FALLANI"

80° Anniversario della Resistenza

8 SETTEMBRE 1943

VALERIO BARTOLOZZI 19 ANNI, DI SCANDICCI

E' il primo caduto della nuova Italia.

Ottant'anni fa viene ucciso a Firenze da un militare Fascista.

Poche ore dopo l'annuncio dell'Armistizio tra l'Italia e gli Alleati Angloamericani, nella lunga notte tra l'8 e il 9 settembre 1943, mentre il Re Vittorio Emanuele III, Badoglio e gli alti gradi dell'esercito fuggono nottetempo da Roma, gli Antifascisti si interrogano su come mobilitarsi nella consapevolezza della drammaticità del momento per la presenza nel Paese dei militari tedeschi, sostenuti dai fascisti. In una tipografia clandestina a Rifredi viene stampata un'edizione straordinaria de "L'Azione Comunista", l'antico giornale di Spartaco Lavagnini soppresso dai fascisti dopo l'uccisione del suo direttore nei giorni che precedettero i fatti del 1921. L'editoriale è scritto da Orazio Barbieri e Romano Bilenchi e invitava i cittadini alla mobilitazione: "La pace reclamata dal popolo è stata ottenuta obbligando il governo Badoglio a chiedere l'armistizio". Nelle fabbriche gli operai suonano le sirene ed immediatamente uno sciopero ferma il lavoro. In centinaia si recano a manifestare in piazza Vittorio Emanuele II (oggi piazza della Repubblica). Un tenente dell'esercito regio, sostenitore del fascismo, spara sulla folla e uccide Valerio Bartolozzi, il giovane operaio di San Giusto (Scandicci) di appena 19 anni che, nonostante la giovane età, aveva maturato una coscienza di classe e stava distribuendo il giornale comunista insieme ad altri giovani, tra questi l'amico Silvano Dani. Lo sgomento è forte, era caduto un giovane pieno di vita, un promettente sportivo. L'omicida rischiava il linciaggio ma riuscì a dileguarsi, scappando nel nord d'Italia come fecero in quelle ore molti caporioni del regime. Quando suo padre Dante Bartolozzi, seppe della morte del figlio,affranto dal dolore e pieno di rabbia incontenibile, avrebbe voluto vendicarlo ma capì che a fare giustizia sarebbe spettato al nuovo Stato democratico per il quale il figlio si batteva. Infatti dopo la Liberazione l'ufficiale sarà individuato, processato in contumacia e condannato a 25 anni di prigione. Ma la personale "vendetta" del padre fu quella d'impegnarsi personalmente nel portare avanti i valori e gli ideali del figlio, intensificando il lavoro clandestino del PCI in particolare nel quartiere di San Giusto. Per ricordare il giovane Valerio al suo nome, durante la Resistenza, venne intitolata la formazione partigiana formatasi quasi spontaneamente nei boschi della Roveta. Dopo la Liberazione, la città ne rese omaggio e il Consiglio Comunale, all'unanimità, intitolò a perenne memoria di Valerio Bartolozzi il Campo Sportivo di Scandicci.

Grazie della collaborazione a Gilberto Bacci

"LA VIA MAESTRA": il 7 ottobre a Roma manifestazione nazionale in difesa e per la piena attuazione della Costituzione

"(...) La Costituzione antifascista nata dalla Resistenza – nel riconoscere il lavoro come elemento fondativo, la sovranità del popolo, la responsabilità delle istituzioni pubbliche di garantire l'uguaglianza sostanziale delle persone, i diritti delle donne, il dovere della solidarietà, la centralità della tutela dell'ambiente e degli ecosistemi, il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali – ha delineato un assetto istituzionale che, attraverso la centralità del Parlamento, fosse il più idoneo ad assicurare questi principi costitutivi e a realizzare un rapporto tra cittadini/e e istituzioni che non si esaurisce nel solo esercizio periodico del voto ma si sviluppa quotidianamente nella dialettica democratica e nella costante partecipazione collettiva della rappresentanza in tutte le sue declinazioni politiche, sociali e civili. Per contrastare la deriva in corso e riaffermare la necessità di un modello sociale e di sviluppo che riparta dall'attuazione della Costituzione, non dal suo stravolgimento, ci impegniamo in un percorso di confronto, iniziativa e mobilitazione comune che – a partire dai territori e nel pieno rispetto delle prerogative di ciascuno – rimetta al centro la necessità di garantire a tutte le persone e in tutto il Paese i diritti fondamentali e di salvaguardare la centralità del Parlamento contro ogni deriva di natura plebiscitaria fondata sull'uomo o sulla donna soli al comando.

PER QUESTE RAGIONI E A SOSTEGNO DELL'INSIEME DELLE PROPOSTE INDICATE, CI IMPEGNIAMO A REALIZZARE Il 7 OTTOBRE UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A ROMA per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l'attuazione della Costituzione, contro l'autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare".

Ben triste e dal fosco futuro è quel Paese in cui vengono intitolate, strade e piazze, a figure come Almirante.

L'intitolazione delle vie e delle piazze nel nostro Paese mostra da tempo, il tentativo delle Destre, ora al governo, riabilitare il fascismo. E quale figura, nell'immaginario nostalgico, lo rappresenta meglio se non Giorgio Almirante? fascista, giornalista di regime, collaboratore de "La Difesa della Razza", fra i dirigenti di quella Repubblica Sociale Italiana che si contraddistinse per crimini contro civili e partigiani, in varie parti d'Italia. Nel dopoguerra divenuto Segretario del Movimento Sociale Italiano, partito nostalgico del ventennio.

La decisione del Sindaco e della maggioranza del Consiglio Comunale di Grosseto di intitolare una via ad Almirante, è rivelatrice di una deriva culturale antidemocratica, presente ormai da anni in determinate forze politiche nel nostro Paese. A nulla sono valse le proteste di partiti, sindacati, dei cittadini di Grosseto contro tale scelta. Rimane da aspettare la decisione del Prefetto.

La nostra Repubblica ricordiamo è nata dalla lotta antifascista di un fronte ampio di partiti, e si riconosce nella Costituzione e nei suoi princìpi, che tutto il mondo ci invidia.

Quando si arriva a dare "lustro" a figure condannate dalla storia, in quanto dichiaratamente fasciste e razziste, allora si va oltre il perimetro di una comunità, che si riconosce nei princìpi democratici.

Questa scelta come altre della Destra italiana fa parte, a nostro avviso, di quella deriva reazionaria e stretta sui diritti, che riguarda da tempo la Polonia, l'Ungheria, già condannate a livello di Comunità Europea, i Paese Baltici e la stessa Ucraina (in cui la presenza di organizzazioni naziste è ormai conclamata).

Ogni cittadino democratico, ricordando le brutalità del fascismo e dei suoi capi, chiede il rispetto della Costituzione e il rigetto della richiesta del Sindaco di Grosseto.

                            Comitato Antifascista Scandicci                                         Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

                                                                                                                                          Sezione "Sergio Fallani" di Scandicci

Scandicci 6-8-2023 

Stiamo vicini a Vicofaro

COMUNICATO DI SEZIONE IN COLLABORAZIONE CON IL Comitato Antifascista di Scandicci 

Il Sindaco di Pistoia ha ordinato lo sgombero di Vicofaro, ma noi stiamo lo stesso con Don Biancalani - Vicofaro accoglienza Migranti. L'ordinanza di sgombero di Vicofaro entro 15 giorni da parte del Sindaco di Pistoia (eletto nella lista di Fratelli d'Italia) è la risposta più semplice e solo in apparenza risolutoria dei problemi connessi con la gestione di tutte le persone (perché di persone si tratta) accolte presso quella Comunità: persone che fuggono da guerre, condizioni climatiche ormai insopportabili o semplicemente dalla miseria e quindi in cerca di condizioni di vita migliori come fu per i nostri "migranti" di inizio 900.Senza dubbio si tratta di un salto di qualità dalla indifferenza alla manifesta ostilità nei confronti Don Massimo Biancalani che negli ultimi sette anni ha avuto la "colpa" di mettere a disposizione di questa povera gente le strutture della intera Parrocchiafacendosi carico della latitanza delle istituzioni locali e non solo.E' evidente che l'elevato numero di persone ospitato dalla Comunità ha generato indubbi problemi di carattere logistico, igienico e sanitario, ma da anni Don Massimo ha cercato dalle istituzioni un appoggio e un aiuto che non ha mai ricevuto, continuando con tenacia e testardaggine tra mille difficoltà la quotidiana opera di accoglienza di coloro che Don Milani chiamava "gli ultimi".Inoltre le misure prese dalla Amministrazione di Pistoia si collocano in una singolare sintonia con le politiche del Governo Meloni con il "Decreto Cutro" ed il clima di aperta avversione a livello politico al fenomeno migratorio che lo ha generato.Che dire poi del momento in cui lo sgombero è stato ordinato: fine Luglio/inizio Agosto quando manifestazioni ad esso contrarie e a sostegno della Comunità saranno giocoforza ridotte. La Sezione ANPI "Sergio Fallani" e il Comitato Antifascista di Scandicci sostengono da molti anni l'esperienza di Vicofaro sia materialmente (con raccolte alimentari, di vestiario ed economiche) sia con iniziative di sensibilizzazione della popolazione del nostro territorio alle quali Don Massimo ha più volte partecipato.Siamo amici di Vicofaro!!Per questo ed sulla base dei principi fondativi della nostra Associazione esprimiamo la nostra solidarietà ed il massimo sostegno a Don Massimo ed alla sua Comunità in questo momento di grande difficoltà. Accoglienza, solidarietà e aiuto non sono reati!!!

A fianco di Don Ciotti

"Solidarietà e vicinanza a don Luigi Ciotti dopo gli insulti del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini" Esprimiamo solidarietà e vicinanza a don Luigi Ciotti dopo gli insulti che gli ha rivolto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Estrapolare una frase dal contesto generale nel quale è stata pronunciata può, in talune circostanze, deviare il significato delle cose, fino a legarle a logiche e usi impropri. Dopo aver ricostruito le circostanze per le quali il ministro Salvini ha duramente attaccato il presidente di Libera appellandolo come un "signore in tonaca" che mette insieme "cosche e coste" offendendo milioni di cittadini calabresi e siciliani esprimiamo la nostra piena solidarietà e il ringraziamento a don Luigi Ciotti per l'impegno instancabile che profonde nella lotta alle mafie e per l'affermazione della legalità.Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, prima di scagliarsi contro una persona a cui il Paese deve molto, avrebbe fatto bene a informarsi meglio sulle circostanze e il contesto in cui don Luigi ha pronunciato la frase che gli viene contestata. Ad essere ignoranti, volgari e superficiali sono le parole di un ministro della Repubblica che ignorando il disastro delle mobilità nel Mezzogiorno, a partire dai ritardi drammatici della rete ferroviaria in Sicilia e Calabria, oltre all'emergenza climatica che devasta il Paese, rilancia con superficialità il progetto di un fantasmagorico e costosissimo Ponte sullo Stretto, usando toni volgari nei confronti di chi spende la sua vita contro le mafie, molto più concretamente di quanto abbia mai fatto Salvini nella sua carriera politica". È quanto affermano in una nota congiunta ANPI, Arci, Acli, Greenpeace, Legambiente e WWF in merito alle affermazioni riportate oggi dalla stampa del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini nei confronti del fondatore e presidente di Libera, don Luigi Ciotti.

Patrick Zaki, ingiustizia è ancora fatta

Ingiustizia è ancora fatta.
Resteremo a fianco di Patrick Zaki, faremo il suo nome, chiederemo libertà in ogni occasione, in ogni iniziativa. Con tutta la forza partigiana possibile.


Comunicato Rete Democratica Fiorentina sulla sede NATO

Qualche settimana fa, attraverso una breve nota stampa è uscita l'informazione che il prossimo quartier generale permanente della Multinational Division South (Mnd-S) della Nato avrà sede alla caserma Predieri di Rovezzano. Sempre nella nota si legge che il Mnd-S della Nato "avrà autorità sulle forze terrestri assegnate dall'Alleanza nell'area di responsabilità." La settimana scorsa il generale di divisione Massimiliano Quarto ha assunto il comando della Divisione Vittorio Veneto che è l'unità dell'Esercito italiano avviata alla riconfigurazione in «Multinational Division South» della Nato. Da quanto si legge sui mezzi d'informazione mancherebbe ancora il definitivo segnale verde da parte dei vertici politico militari dell'Alleanza Atlantica, ma sembrerebbe essere solo un passaggio formale. Purtroppo, le uniche informazioni giunte finora sono riservate a brevi note stampa e non si è ritenuto opportuno informare in maniera più completa la cittadinanza. Tra l'altro, in base ad un documento visibile sul sito della Difesa, un bando di gara per l'ingegneria della futura Mnd-S risalirebbe addirittura al 2020, quindi è una decisione che nasce alcuni anni fa ma di cui si è deciso di informare la popolazione solo ora. Questa riqualificazione della caserma Predieri, in un contesto geopolitico estremamente pericoloso e dove la Nato è impegnata in molteplici contesti bellici ci preoccupa molto. Proprio in questi giorni si rincorrono le dichiarazioni di alcuni Paesi della Nato che si sono resi disponibili a schierare le truppe in Ucraina, fatto che automaticamente aumenterebbe il rischio di una guerra su vasta scala e che potrebbe far scattare l'applicazione dell'articolo 5 della Nato: "Le Parti convengono che un attacco armato contro uno o più di loro in Europa o Nord America sarà considerato un attacco contro tutti loro". A questo, si aggiungono gli scontri che si stanno verificando in Kosovo e che riportano ad un clima molto preoccupante nei Balcani, dove il clima politico e sociale è sempre più infiammato. Evidentemente, qualora una di queste situazioni degenerasse, il futuro Mnd-S della Nato avrebbe un'importanza tattico-strategica enorme, portandolo ad essere uno dei principali obiettivi militari di un conflitto che veda il coinvolgimento della Nato.

Rimaniamo profondamente stupiti che si sia pensato di inserire un comando Nato in un contesto con una forte presenza civile ed abitativa e che lo si sia fatto senza alcuna partecipazione o consultazione della cittadinanza. Continuiamo a sostenere che ci debba essere una netta separazione, anche geografica, dei civili dai militari, soprattutto se la vicinanza con questi ultimi possa comportare un qualsiasi rischio per la cittadinanza. E non lo riteniamo solo noi, visto che questo è uno dei principi sanciti dal Diritto Internazionale Umanitario.

Rifiutiamo la logica politica che porta a continui investimenti in ampliamenti delle basi militari Nato, soprattutto perché non si vedono lo stesso impegno politico ed economico a politiche di reale costruzione di Pace. Infine, ci può far piacere che la progettazione sia stata pensata con "particolare attenzione alla sostenibilità ecologica della nuova costruzione, con basso impatto ambientale", ma messa in questo contesto ci pare una mera dichiarazione di green washing di un'operazione che ha finalità esclusivamente belliche.

Crediamo che le istituzioni cittadine, regionali e nazionali debbano dare maggiori informazioni e risposte ai legittimi dubbi dei cittadini. Sono molte le domande che, in questo momento, rimangono senza risposta: Quale sarà l'impatto che il Mnd-S avrà sul territorio e sul quartiere nella vita quotidiana? Ci sarà un ulteriore militarizzazione della zona? Ci saranno ripercussioni dirette sulla popolazione che vive vicino alla caserma? Qual è la posizione delle istituzioni cittadine e regionali rispetto alla nuova riconfigurazione della caserma Predieri? Qual è stata la partecipazione e coinvolgimento delle istituzioni locali nella determinazione della scelta e nell'architettura dell'operazione? Perché non si è ritenuto opportuno avviare un percorso che vedesse il coinvolgimento della cittadinanza o almeno un momento di approfondimento ed informazione?

Rete democratica Fiorentina(ANPI Firenze, Arci Firenze, associazione dei senegalesi Firenze e circondario, Centro sociale evangelico di Firenze, CGIL Firenze, Giuristi Democratici di Firenze, Libera, Libertà e Giustizia Firenze, Udu Firenze Sinistra Universitaria, Rete degli Studenti Medi Firenze)

"RIPUDIO LA GUERRA"

Ricordiamo che è in corso la raccolta di firme per il referendum contro l'invio delle armi all'Ucraina. Si può firmare:

  • on line, con lo SPID, cliccando sul sito https://referendumripudialaguerra.it/ e seguire le istruzioni;

oppure

  • presso le segreterie comunali. Per i residenti a Scandicci è possibile farlo, fissando un appuntamento ai numeri 055/75.91.332 oppure 75.91.480 e poi recarsi presso l'ufficio della Segreteria Generale (situato al 3° piano del Palazzo Comunale) con un documento di riconoscimento in corso di validità.

L'ufficio comunale è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 13,00, martedì e giovedì anche nel pomeriggio dalle 15,00 alle 17,30.    

Una grande giornata di solidarietà a Bologna. Pagliarulo: "Insieme ci si rialza prima"

Una grande giornata di solidarietà a Bologna. Pagliarulo: "Insieme ci si rialza prima"

Circa 500 persone hanno affollato ieri 4 giugno Piazza Lucio Dalla a Bologna per la giornata di solidarietà attiva promossa dall'ANPI nazionale e dall'ANPI provinciale di Bologna. Alle 11 dal palco hanno preso la parola per un saluto e un intervento: Anna Cocchi, Presidente ANPI provinciale di Bologna, Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale ANPI, Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, Maurizio Landini, Segretario generale CGIL, Simone Gamberini, Presidente nazionale Legacoop, Federica Mazzoni, Presidente del quartiere Navile. Pagliarulo ha annunciato la destinazione dei fondi raccolti con la sottoscrizione ANPI lanciata il 18 maggio: "Diamo subito un aiuto al Comune di Modigliana (Forlì-Cesena), ancora isolato per le frane, alla Provincia di Ravenna, alla Cooperativa sociale l'Orto in provincia di Bologna. Si tratta di 20.000 euro per ciascuno di loro. In totale 60.000 euro. E continueremo a raccogliere fondi come faremo oggi col pranzo. Ci sentiamo tutte e tutti parte dell'Emilia-Romagna. Insieme ci si rialza prima e meglio". Dalle 13 in poi si è svolto il pranzo di raccolta fondi, ulteriore tappa dell'azione di solidarietà messa in campo dall'Associazione.

La sottoscrizione nazionale continua: è possibile contribuire con donazioni all'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia tramite bonifico bancario: Codice Iban IT 38 E 02008 05 0240 0040 0494 957 Causale: "Sottoscrizione ANPI per le popolazioni colpite dall'alluvione del maggio 2023"

28 Maggio 2023 - Fino a quando?

Questa è la domanda che noi cittadine/i che ripudiano la guerra, ci facciamo da più di un anno, e anche in questi giorni. Giorni in cui si parla della grande offensiva…. delle nuove armi che sono state fornite all'Ucraina dalla NATO, Ma da nessuna parte troviamo pronunciate le parole DIPLOMAZIA E CESSATE IL FUOCO.

Parole che invece, dall'inizio della guerra, milioni di personestanno ripetendo in casa, al lavoro, fra gli amici, ma anche nellepiazze di Roma invasa dal popolo della Pace, lungo le strade della marcia Perugia-Assisi.Siamo persone di buona volontà che vengono zittite ormai da mesi dalla propaganda guerrafondaia di TV, siti web, giornali, al soldo dei burattinai di sempre: apparati militari, produttori di armamenti, politicanti sordi di fronte  agli appelli del proprio popolo. Noi non ci stiamo, quei morti, migliaia di giovani vittime dall'unae dall'altra parte, sono lì a ricordarcelo. Noi continueremo a essere in piazza, nelle strade, con i nostripiccoli mezzi per DARE UNA POSSIBILITA ALLA PACE !

3 Maggio 2023 - Melograno di Vita

Si comunica che la Sezione ANPI Sergio Fallani e il Comitato Antifascista di Scandicci hanno aderito convintamente all'appello che Donne insieme per la pace, Cgil, Anpi, Arci e Legambiente Toscana hanno lanciato ai Comuni della Toscana, per ricordare le stragi dei migranti e per operare affinchè non si spezzino più vite  innocenti, per restare umani. La richiesta ai Comuni è quella di aderire e provvedere operativamente,acquistando e piantando una piccola pianta di melograno in un giardino pubblico con la targa "Sono nato in memoria delle tante vite perse nella speranza di un futuro migliore. Basta morti durante le migrazioni.

25 Aprile 2023 - Festa della Liberazione

Sono passati 78 anni della Liberazione d'Italia avvenuta il 25 aprile 1945. Il 25 aprile 1945 sancisce la fine di un periodo di oppressione ma, segna anche la vittoria della libertà e della democrazia.È necessario trasmettere ai giovani i valori che hanno guidato la Resistenza, come la solidarietà, il coraggio, la determinazione e l'impegno per la giustizia. Questi valori sono ancora oggi fondamentali per la nostra società e per il rispetto dei nostri diritti. Mantenere alta l'attenzione sulla Resistenza e sulla sua importanza storica significa anche preservare la memoria delle vittime di quel periodo oscuro della nostra storia e continuare a lottare contro l'intolleranza, la discriminazione e ogni forma di sopraffazione.

La Resistenza Italiana e il Giorno della Liberazione rappresentano un patrimonio storico e culturale di inestimabile valore per il nostro paese che, ancora oggi purtroppo fatica a considerare la Costituzione come unico e solo faro della nostra vita sociale e politica. La Costituzione italiana, che poggia su valori trasversali di antifascismo, è nata dal dialogo fra tutte le forze politiche della Costituente e non può essere calpestata da coloro che ogni giorno cercano di demolirla pur avendo giurato di difenderla.La Resistenza è una lezione di coraggio e di umanità. La storia della Resistenza in Italia è una storia di sfida, coraggio, amicizia e pure di amore qualche volta. La vittoria degli Alleati in Europa ed Italia si deve anche all'intelligenza e alla tenacia dei membri del movimento di resistenza formato da partigiani, staffette e altri cittadini che hanno deciso di non sottomettersi alla Repubblica Sociale.

È stato grazie agli sforzi di questi e queste che è stato possibile ricostruire un paese finalmente democratico all'indomani di uno dei momenti più cruenti e bui quale il ventennio precedente, in cui sono state migliaia le persone arrestate, perseguitate, confinate e uccise dal regime.Insegnare l'antifascismo nelle scuole è estremamente importante. L'insegnamento della storia del fascismo e della lotta antifascista permette agli studenti di comprendere appieno i pericoli dei totalitarismi e dell'intolleranza. Attraverso lo studio delle dittature fasciste del XX secolo, gli studenti devono apprendere come i regimi autoritari limitino le libertà individuali e collettive, portino alla persecuzione di minoranze e oppositori politici, e portino alla guerra e distruzione.L'insegnamento dell'antifascismo permette di trasmettere importanti valori, valori di pace e democrazia, di libertà di pensiero ed espressione, come sancito dall'articolo 21 della nostra carta costituzionale, del rispetto delle diversità culturali e dell'uguaglianza di tutti i cittadini. Questi valori sono fondamentali per la costruzione di una società democratica e pacifista.

L'ANPI, le Istituzioni, le Scuole e le Associazioni tutte hanno il dovere di istruire e ricordare a tutti i cittadini che l'equilibrio europeo è stato raggiunto dopo due Guerre Mondiali e indicibili eventi. Proprio da questo percorso comune dovrebbe svilupparsi uno spirito critico del cittadino al fine riflettere sulle numerose questioni e guerre ancora oggi aperte nel mondo. Sono quasi sessanta i conflitti nei cinque continenti. Come ben ha saputo definire la situazione Papa Francesco, siamo in "una terza guerra mondiale a pezzi" di cui il Sudan e l'Ucraina sono solamente gli ultimi tasselli. In Iran e Afghanistan né la diplomazia né i corpi militari stranieri hanno potuto nulla contro le teocrazie islamiche, dove i diritti delle donne sono stati sacrificati. E, come non citare la Palestina e Israele, da settant'anni in lotta continua senza che nessuno abbiano mai lavorato per un concordato di pace serio e duraturo. Non è certamente migliore la situazione in Africa, dove oltre al Sudan, anche in Nigeria permane uno stato di guerra sotterranea contro il gruppo fondamentalista di Boko Aram e in molti altri Stati africani le lotte fra milizie e bande sono all'ordine del giorno.

La situazione tra Russia e Ucraina è estremamente delicata e preoccupante, poiché un conflitto di questo tipo potrebbe facilmente portare ad un'escalation della tensione tra le nazioni e sfociare in una possibile guerra a livello mondiale. È fondamentale quindi che le parti coinvolte si impegnino a risolvere le loro divergenze attraverso il dialogo e la negoziazione pacifica.L'Unione Europea ha la responsabilità di agire in modo indipendente e responsabile per la pace e la stabilità comune. Inoltre, i movimenti pacifisti in Europa devono giocare un ruolo importante nel promuovere la pace e la cooperazione internazionale nella regione.La lotta per la libertà e la democrazia in Europa non deve essere dimenticata. È in corso ancora oggi e il movimento di resistenza continua a lottare per gli stessi ideali che hanno reso possibile la stabilità e la pace nel Vecchio Continente in questi settant'anni.

La pace è un valore fondamentale per la convivenza umana e deve essere sempre cercata come obiettivo primario nelle relazioni tra le nazioni e tra le persone.Tuttavia, la pace non può essere ottenuta soltanto attraverso l'uso della forza o delle armi. L'uso della violenza spesso porta solo ad ulteriori conflitti e violazioni dei diritti umani. Al contrario, la pace deve essere costruita attraverso il dialogo, la comprensione reciproca e la cooperazione tra le parti coinvolte.La pace è garanzia del rispetto dei diritti umani, della giustizia sociale e della dignità umana. La pace deve essere cercata non solo tra le nazioni, ma all'interno di tutta l'umanità.Ora e sempre Resistenza. Buona Festa della Liberazione!

1 Febbraio 2023 - Lettera del Presidente Nazionale agli iscritti

Care amiche e cari amici iscritti all'ANPI, care compagne e cari compagni,vi invio questo messaggio che, mi rendo conto, è piuttosto inusuale, perché vorrei farvi partecipi di una preoccupazione, meglio, di un vero allarme per quello che sta succedendo e che può succedere in un prossimo futuro nel nostro Paese, in Europa, nel mondo. Come avevamo previsto nel nostro Congresso nazionale nel marzo dell'anno scorso, stiamo assistendo all'impazzimento della guerra avviata dalla irresponsabile invasione russa dell'Ucraina. Da quel momento abbiamo assistito a una continua escalation con una tragica espansione di vittime e di distruzioni. Ma ciò che sta avvenendo da qualche settimana avvicina ancora di più la possibilità discenari catastrofici. Da un lato la Federazione russa aumenta costantemente il numero di militari e di armamenti in Ucraina intensificando gli attacchi e i bombardamenti; dall'altro crescono i rifornimenti militari occidentali al governo ucraino con armamenti sempre più offensivi.Dall'Europa e dall'America arriveranno vari tipi di carri armati; Zelensky chiede i cacciabombardieri F16 e i sommergibili; si riparla sempre più in modo irresponsabile dell'uso di armi nucleari "tattiche". In questa situazione il ministro della Difesa Crosetto si è spinto a dire che se i russi arrivano a Kiev scoppia la terza guerra mondiale.Dall'Iran ad Israele ai territori palestinesi alla Siria vengono notizie di un incendio che dilaga.Le spese di riarmo crescono in modo osceno ovunque, come avvenne prima delle due guerre mondiali, mentre i governi europei - compreso il nostro - diventano sempre più autoritari verso chiunque si permetta di criticare questa mostruosa deriva bellicista, nonostante i sondaggi dicano che la maggioranza degli italiani (e anche degli europei) è contraria all'invio di armi e all'intervento della NATO. Nelle carceri russe sono reclusi centinaia e centinaia di dissidenti ed una durissima repressione è in corso in Russia ormai da molto tempo.Intanto a causa del gioco fra sanzioni e controsanzioni è aumentata l'inflazione a livelli sconosciuti nel nuovo secolo, il costo dell'energia ha generato difficoltà enormi ad imprese e famiglie ed in generale sono peggiorate le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei e italiani.Non basta: il presidente degli Stati Uniti e il segretario generale della NATO indicano nella Cina il prossimo e più potente nemico da affrontare, se necessario, anche sul piano militare. Anche di questo discuteremo nell'assemblea nazionale dell'ANPI che svolgeremo fra pochi giorni a Cervia; ma ci tenevo ad anticiparvi un quadro drammatico a cui non si può rispondere né con la rassegnazione né col fatalismo. Occorre razionalmente prendere atto di questa realtà e di impegnarsi in ogni modo per contrastarla, per far andare indietro le lancette dell'ora X della guerra nucleare, che nei giorni scorsi gli scienziati del mondo hanno immaginato alla metaforica eravvicinatissima distanza di 9 minuti. C'è bisogno dell'impegno consapevole, piccolo o grande che sia, da parte di tutte e di tutti, per fermare il treno della follia e della morte che sta correndo a tutta velocità versol'autodistruzione. Per questo mi permetto di invitarvi a partecipare ad ogni iniziativa che abbia come obiettivo finale il ristabilimento della pace. L'impegno più immediato è per il 24 febbraio, primo anniversario dell'invasione russa, e per i due giorni successivi. Si svolgeranno manifestazioni in tante capitali europee. In queste tre giornate l'ANPI darà vita assieme a Europe for Peace a una rete di iniziative locali in tutta Italia. Ma non ci fermeremo qui. Cercheremo sempre la più larga unità con tutti coloro che, pur con opinioni diverse sulle responsabilità di questa guerra, sull'invio o meno di armi, sull'erogazione o meno di sanzioni, condividano il nostro allarme attuale: fermiamo la guerra. L'ONU deve essere la sede istituzionale necessaria, il suo Consiglio di Sicurezza è lo spazioper tracciare la strada verso un trattato internazionale che ponga fine alla guerra e ristabilisca un pacifico ordine mondiale.L'ANPI propone che il governo italiano e l'Unione Europea avanzino finalmente una seria proposta di avvio di negoziati, cosa mai avvenuta fino ad oggi, per trovare un realistico punto di incontro fra le parti e comunque per frenare la frenetica escalation in corso; propone una Conferenza internazionale per concordare la sicurezza di tutti i Paesi coinvolti; propone che si avvii la smilitarizzazione dei confini fra la Russia e gli altri Paesi europei con l'obiettivo di una progressiva diminuzione di tutti gli armamenti nucleari; propone, in sostanza, di ricostruire un clima di coesistenza pacifica e di collaborazione fra gli Stati e i popoli in Europa e nel mondo.La pace, garantita in Europa per più di 70 anni, è stata il risultato di un lungo percorso politico, istituzionale e giuridico seguito alla devastazione di due guerre mondiali. Abbiamo bisogno di riprendere immediatamente quella visione e quel progetto, frutto della Resistenza al nazifascismo, e lascito dei nostri resistenti e dei nostri partigiani. Lo ha detto Papa Francesco: "Questa guerra è una follia". Aiutiamoci tutti, l'uno con l'altro, a fermarla. Ne va del futuro dell'umanità. Un abbraccio,

Gianfranco Pagliarulo

28 Gennaio 2023 SIAMO SICURI CHE L'INVIO DELLE ARMI SIA L'UNICA STRADA?

La sciagurata decisione della Russia di avviare la cosiddetta "operazione speciale" contro l'Ucraina sta provocando un numero altissimo di vittime,devastazione e milioni di profughi, colpendo in primo luogo la popolazione civile.La guerra dura ormai da più di 11 MESI e non si vedono spiragli di un benché minimo tentativo di avviare negoziati e trattative di pace. Tutte le parti in causa stanno alimentando una pericolosissima escalation basata sull'invio delle armi e l'aumento interno del budget destinato allaproduzione di armamenti. Nonostante la campagna mediatica, fatta solo di propaganda,la maggioranza dei cittadini italiani è fermamente contraria all'invio di armi.Vuole invece un immediato cessate il fuoco e l'avvio di serietrattative di pace. DIAMO UNA POSSIBILITA ALLA PACE !

28 Novembre - Chiudere le sedi fasciste a Firenze

Sabato scorso è stata inaugurata  a Firenze, in via dei Vanni (nel Quartiere 4), una sede  neofascista denominata "Centro identitario l'Indomabile”, vicina a Casapound. Non a caso all'inaugurazione erano presenti due volti noti dell'estremismo nero come Gianluca Iannone, leader di Casapound e Francesco Polacchi (entrambi con condanne per reati di  violenza). Già questo ci fa capire che tipo di  “cultura” si respirerà in quel locale; quello solito che fa l’apologia del ventennio e che martella quotidianamente sul tema dell’immigrazione, capro espiatorio per nascondere i veri problemi della gente, cioè la precarietà del  lavoro, i tagli  a  sanità e  scuola, la tassazione ridotta a vantaggio dei  ricchi.

Il  loro slogan per lanciare l’inaugurazione “riprende la marcia” la dice lunga sul loro essere “rivoluzionari del terzo millennio”, infatti  vorrebbero apparire così innovativi da rifarsi a quella marcia su Roma del 1922, che portò a 20 anni di dittatura  in Italia, ad una tragica guerra mondiale che costò la vita a migliaia di giovani ragazzi.

Di fronte questa ennesima provocazione Firenze Antifascista  ha organizzato, per le vie del quartiere, una  protesta contro l'apertura del covo fascista. I consiglieri comunali Antonella Bundu e Dimitri Palagi hanno sottolineato che è "importante ricordare come la nostra città sia stata liberata dalla marcia di 100 anni fa grazie al sangue e al coraggio della Resistenza". Dura anche la presa di posizione del Presidente del Quartiere 4  che ha evidenziato come i fascisti di CasaPound non siano benvenuti per molti e che non troveranno campo fertile.

La Sezione ANPI “Sergio Fallani” e il Comitato Antifascista di Scandicci esprimono  tutto  lo  sdegno nei confronti di questa apertura di un covo nero a Firenze. Sdegno dovuto al fatto che, nel nostro Paese, continuano ad essere attive realtà (Casapound, Forza Nuova ecc) che invece  dovrebbero essere sciolte.  Sciolte non perchè lo diciamo noi, ma perché lo prevede la Costituzione e le leggi  vigenti.  Il 9 ottobre di un anno  fa la sede della CGIL venne assalita  e devastata da esponenti di Forza Nuova. Nei giorni successivi tutti, dal Governo alle forze politiche, espressero la necessità  che Forza Nuova venisse sciolta. Sono rimaste parole al vento.

Noi, invece, saremo sempre a fianco dei più deboli, dei cittadini e dei migranti, contro i neofascisti  che soffiano  sul fuoco dell’odio razziale perché niente cambi davvero.

Elezioni 25 Settembre

Il prossimo 25 settembre si svolgeranno le Elezioni politiche anticipate per scegliere la composizione del Parlamento, ridotto come sappiamo nel numero di Deputati e Senatori. Compito dell'ANPI è ora, e come è successo nei decenni passati, di difendere la Carta Costituzionale dai tentativi di modificarla in senso antidemocratico. La nostra Sezione e il Comitato Antifascista pongono in evidenza la pericolosità delle proposte della coalizione di destra (composta da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia) contenute nel loro programma: il presidenzialismo e l'autonomiadifferenziata. Queste proposte, se realizzate, deteminerebbero lo scardinamentodella Costituzione, a partire dall'elezione del Presidente della Repubblica a suffragio universale e diretto. Vorrebbe dire affidarsi a un uomo forte, abolire la funzione del Presidente come custode e garante, trasformarlo nel rappresentante di una parte, eletto dopo un'aspra competizione elettorale. L'autonomia differenziata, oltre a rompere l'unità nazionale, aumenterebbe in modo esponenziale e irreversibile le diseguaglianze fra le Regioni in termini di servizi forniti (pensiamo in primis alla Sanità) azzerando il principio di solidarietà e quello di eguaglianza dei cittadini (art. 2 e 3 della Costituzione). Siamo convinti invece che per contrastare la dilagante sfiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni, occorra fare l'esatto contrario: restituire poteri e autorevolezza al Parlamento con una legge elettorale che lo renda davvero rappresentativo, promuovere autonomie locali e Regioni in grado di operare per il bene comune, in reciproca solidarietà e non in competizione fra loro.

🌹 Condividiamo e invitiamo tutti i nostri soci a firmare e condividere questa petizione dei cittadini europei.

L'art. 4: Stop tortura e trattamenti disumani alle frontiere d'Europa

Nell'ambito delle competenze concorrenti dell'UE – definito all'interno del settore "Giustizia, Libertà, Sicurezza", ove l'art. 78 del degnos de' TFUE le competenze sulle politiche relative ai controlli alle frontiere, all'asilo ed all'immigrazione - si chiede l'adozione l'adozione degli strumenti normativi normativi sia applicato in via l'art. 4 della Carta dei diritti della UE e volti sia bandito l'uso della violenza, della tortura e e di trattamenti inumani e degradanti controllo nel territorio delle frontiere UE e all'interno dei paesi con i terzi quali le Istituzioni europee o uno una stati membri hanno accordi accordi a contenere l'ingresso in Europa di richiedenti o migranti,interno all'interno' degli stessi stati membri nella gestione dell'Unione,accoglienza di sistemazione in caso di sanzioni inotemperanza agli obblighi.


Comunicato sul 25 aprile 2022


OGGETTO: CELEBRAZIONI 25 APRILE a SCANDICCI
L'Ufficio di Presidenza della Sezione ANPI Scandicci intende esprimere preoccupazione sul fatto che ieri, 25 aprile, giorno in cui viene celebrata in tutta Italia la Liberazione dal nazifascismo, in piazza della Resistenza non sia stata data la parola per un intervento alla nostra Associazione; cosa che invece è avvenuta in altre città, a Firenze e in altri comuni limitrofi. Questo, come sappiamo, non è un 25 Aprile uguale agli altri purtroppo per la tragica guerra in atto e, per quello che riguarda da vicino la nostra Associazione, oggetto di vili attacchi e di una campagna denigratoria alla quale siamo sottoposti insieme al nostro Presidente Pagliarulo. Solo perché la nostra posizione, forte dell'art.11 della Costituzione, oltre a condannare l'aggressione russa nei confronti di un Paese sovrano, non è allineata a coloro che vogliono l'invio delle armi all'Ucraina, auspicando l'immediato cessate il fuoco e la soluzione diplomatica del conflitto e non a caso ANPI è stata la sola realtà del territorio a portare in corteo le bandiere della Pace. In un frangente come questo dare la parola all'ANPI avrebbe avuto un valore di solidarietà e appoggio importanti da parte dell'Istituzione Comune di Scandicci.
Signor Sindaco in questo senso, ci avrebbe fatto piacere poter trasmettere ai cittadini le nostre preoccupazioni circa gli attacchi ingiusti e ricordare che l'ANPI rappresenta dei valori che solo questa associazione esprime. Senza polemiche, unicamente per sottolineare che sarebbe stato importante, un segnale visibile di vicinanza all'ANPI, di fronte alla cittadinanza, dato che i valori dell'ANPI sono patrimonio di tutti gli antifascisti. Cogliamo l'occasione per chiedere a Lei un incontro per discutere delle prossime iniziative ed attuare una riflessione sul difficile momento che sta attraversano l'Europa ed il nostro Paese.
Cordiali saluti
L'Ufficio di Presidenza della Sezione ANPI Scandicci


Scandicci, 26/04/2022

PER UN MONDO NUOVO, SENZA GUERRE!

Stiamo attraversando un periodo in cui la pace, bene prezioso conquistato dalla Resistenza italiana ed europea è seriamente in pericolo.
Abbiamo fermamente condannato l'aggressione della Russia all'Ucraina, un atto di guerra che nega il principio dell'autodeterminazione dei popoli e che ha fatto precipitare il mondo sull'orlo di un conflitto globale. Chiediamo l'immediata cessazione dello scontro militare e del crepitio delle armi, il cessate il fuoco e un vero tavolo di trattativa tra le parti.
Chiediamo che l'Europa e i suoi Governi siano in prima linea per conseguire questi obbiettivi. Alle critiche rispondiamo con la discussione. Agli insulti non rispondiamo.
Proponiamo un grande 25 aprile come giornata di impegno per la pace.
"L'Italia ripudia la guerra"
I valori a cui ispirarsi sono quelli di una democrazia fondata sulla rappresentanza, sulla partecipazione, sul rispetto del diritto internazionale e della persona umana, sull'accoglienza, sull'affermazione piena della legalità e sul rifiuto della violenza.
È urgente costruire la speranza di un mondo migliore in cui non ci siano più guerre, fascismi, intolleranza, ma che sia finalmente unito nei valori della pace, della convivenza tra i popoli, dell'antifascismo.
Le bandiere dell'ANPI e le bandiere della pace debbono essere presenti in modo massiccio e visibile il "25 Aprile"
Scandicci, 21 Aprile 2022